A tutti almeno una volta quando eravamo bambini, qualcuno ha posto la fatidica domanda “che lavoro vuoi fare da grande?” Diversi episodi accaduti di recente mi hanno fatto riflettere (che strano!!!) sul senso di questa frase.

Il counseling è un intervento che ha come obiettivo quello di promuovere il benessere della persona. Da anni anche in Italia si stanno sempre più incrementando interventi di questa tipologia nell’ambito privato. Diverse sono le persone che, riconoscendosi in una fase di difficoltà personale, si rivolgono a psicologi o counselor per avere supporto nel superamento di queste difficoltà.

In più settori che si occupano di benessere della persona, si è introdotta e compresa l’importanza di una visione olistica dell’individuo. Una visione cioè che considera la persona come un’unità-totalità non esprimibile con l’insieme delle parti che la costituiscono.

Sempre più si vanno diffondendo le cosiddette famiglie allargate: famiglie che nascono dall’unione di due individui che, o solo uno o entrambi, hanno figli da relazioni passate; ciò significa che un crescente numero di bambini e ragazzi convive con un adulto differente dal genitore biologico e, magari anche, con i figli di questo e/o con i figli nati dalla nuova unione.

Gruppi di auto-mutuo-aiuto

Capita, durante il nostro percorso esistenziale, di vivere momenti di difficoltà, situazioni che ci sembra non poter gestire e questo, naturalmente, crea disagio, frustrazione, sensazione di impotenza, tristezza e inadeguatezza. In qualunque direzione ci muoviamo, abbiamo la sensazione che, anziché giungere a delle soluzioni, si stia ulteriormente affondando dentro al problema e dentro la nostra incapacità di gestirlo se non risolverlo.